Esperti da tutto il mondo per gli strumenti in mostra

Da: Bresciaoggi, 12 giugno 2007. p. 20

Giornata di studio per l’esposizione a palazzo Martinengo

LiutaiAl vaglio dei migliori esperti mondiali di liuteria i trenta strumenti musicali in mostra a Palazzo Martinengo fino all’8 luglio. L’esposizione «Gio: Paolo Maggini. Secoli di dettagli», dedicata alla liuteria dei maestri bresciani del Seicento fino alla prima metà del ventesimo secolo, ha riunito ieri in una giornata di studio 25 liutai esperti restauratori, come Charles Beare, Eric Blot, Carlo Chiesa e John Dilworth.

Provenienti da svariati paesi del mondo, tra cui Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Germania, Taiwan e Svizzera, si sono incontrati per dedicare un intero giorno all’analisi tecnica dei preziosi strumenti presenti alla rassegna.

Il loro compito sarà quello di confrontarli studiandone i particolari - ad esempio i contorni, le bombature, le misure, le tecniche di costruzione e le essenze dei materiali - per poi stilare alcune schede tecniche che comporranno il catalogo scientifico che verrà pubblicato in seguito alla mostra.

Esempio di uno stralcio dell’analisi fatta dallo storico milanese Carlo Chiesa a riguardo di una viola del Maggini, tratta da «Mecenatismo e investimento degli strumenti musicali d’arte», è: «Questo strumento presenta un fondo in un sol pezzo d’acero di taglio tangenziale con fiammatura morbida ma marcata, fasce analoghe e testa in acero meno marezzato. La tavola armonica è in abete con fibra regolare e ben marcata. La vernice è bruna pastosa».

Gli strumenti, oltre ai quindici di Giovanni Paolo Maggini, sono firmati da grandi maestri liutai come Pellegrino di Zanetto De Micheli, Girolamo Virchi, Gasparo Bertolotti da Salò, Giovanni Battista e Pietro Giacomo Rogeri. «Viole, violoncelli, violini e contrabbassi provengono da collezioni pubbliche e private a livello internazionale - spiega Filippo Fasser, liutaio e coordinatore scientifico dell’esposizione - e tracciano di Brescia una storia ad oggi conosciuta solo da pochi appassionati. Questa mostra e la giornata di studio odierna vogliono essere il punto di inizio per imparare ad apprezzare un’arte che fa della nostra città un importantissimo punto di riferimento per la liuteria di tutto il mondo».

«L’iniziativa non è rilevante solo dal punto di vista della bellezza e del suono propri di questi oggetti - ha commentato il presidente della Provincia Alberto Cavalli, presente alla giornata di studio -, ma anche da quello della ricerca scientifica. Si apre un nuovo sentiero della nostra storia, che, se pur per poche settimane, riporta in patria strumenti bresciani e che oggi ha condotto in città la migliore selezione di esperti da ogni capo del pianeta».
mi.bo.

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