Il ritorno dei «gioielli» della liuteria bresciana
09 July 2007
Da: Bresciaoggi, 9 luglio 2007, pag. 37
CLASSICA. Un emozionante concerto mozartiano con gli strumenti antichi di Maggini e Gasparo da Salò
Si è conclusa ieri la mostra «Gio. Paolo Maggini: secoli di dettagli» che ha portato a Brescia i capolavori della grande scuola liutaria bresciana.
Una tradizione artigiana che ha avuto i suoi fasti con Gerolamo Virchi e Gasparo da Salò, e si è poi bruscamente interrotta con la morte, per l’epidemia di peste del 1630, del grande liutaio Giovanni Paolo Maggini cui la mostra era dedicata.
L’ultima giornata è stata suggellata dal concerto conclusivo della contingente rassegna concertistica denominata «Brescia, città della viola». Protagonista è stato il «Quintetto Gio.Paolo Maggini», un ensemble nato in occasione della mostra per offrire al pubblico esecuzioni su strumenti di fabbricazione locale.
I musicisti hanno avuto la possibilità di interpretare il programma mozartiano impiegando strumenti messi a disposizione dalla Fondazione Chi-Mei di Taiwan, che ha prestato diversi ed importanti esemplari per la mostra.
Raffaello Negri ha così suonato un violino Gasparo da Salò mentre Caterina Demetz un Maggini, così come a Marco Perini è spettato uno splendido violoncello Maggini. A Francesco Lattuada è stata affidata una viola Maggini mentre Emanuele Beschi ha avuto il privilegio di utilizzare lo strumento più antico, una viola firmata Zanetto di Micheli da Montichiari.
Forti di questi strumenti, i cinque musicisti hanno offerto un programma dedicato ai quintetti di Mozart: il «Quintetto in sol minore Kv 516» e il «Quintetto in do minore Kv 406 (516b)». Due interpretazioni di carattere, in cui è spiccata senz’altro una notevole qualità esecutiva.
In particolare sono «emersi» i movimenti lenti, nei quali è stato dato un grande risalto alla cantabilità dei temi, esaltata sicuramente dalla sonorità decisa ed ampia degli antichi strumenti strumenti bresciani.
N.SPA.