24 giugno 2007
Domenica 24 giugno 2007, ore 10:45 - Palazzo Martinengo
(Lucca 1743 - Madrid 1805)
Sonata per viola e basso in do minore
andante - largo - minuetto
(Brand 1873 - Lipsia 1916)
Molto sostenuto dalla Prima suite in sol minore per viola sola op. 131d n.1
(Poltava 1912 - 1993)
Sonata per contrabbasso op. 58
moderato - allegretto - allegro
(Sonzovka 1891 - Mosca 1953)
Moderato dalla Sonata per violino op. 115
(Genova 1782 - Nizza 1840)
Capricci n. 13 e n. 14 dai 24 Capricci per violino solo
(Pesaro 1792 - Passy de Paris 1868)
Duetto per violino e contrabbasso
(trascrizione di Marco Fornaciari)
allegro - andante dolce - presto
Marco Fornaciari, violino e viola
Leonardo Colonna, contrabbasso
Gli interpreti
Marco Fornaciari, livornese, ha iniziato lo studio del violino nella sua città con il maestro Chiti proseguendo poi gli studi presso l’Accademia Chigiana con i maestri Accardo, Brengola e Gulli. In seguito si è diplomato con distinzione nella classe del masetro Romano al Conservatorio di Ginevra. Ha suonato da solista nelle più prestigiose Sale da Concerto: La Scala, Mozarteum, Felsenreitschule, Salle Pleyel, Accademia di S. Pietroburgo, Sala Caikovskij, Bunka Kaikan, Suntory Hall, Sydney Opera House, MusikVerein, Lincoln Center registrando spesso in presa diretta per numerosi enti radiotelevisivi. Ha inciso musiche di Beethoven, Bartók, Fauré, Ravel, Schumann, Schoenberg, Vivaldi per le case discografiche Erato, Naxos e Foné, per la quale ha ultimato l’unica registrazione integrale (in sei CD) delle oltre 80 composizioni di Paganini per violino e chitarra.
Si dedica attivamente anche al repertorio per viola (ha registrato alcuni CD sia in recital che con orchestra) e alla pratica del violino barocco, strumento con cui ha inciso, tra l’altro, un’edizione “filologica” delle “Sei sonate e partite” di J.S. Bach.
È fra i pochissimi a cui sia stato concesso più volte di suonare lo Stradivari del Comune di Cremona, ed il Guarneri di Paganini del Comune di Genova al Teatro Carlo Felice.
Con l’Ensemble Foné, di cui è direttore artistico oltre che solista, ha recentemente registrato le “Quattro Stagioni” di Vivaldi per la Foné, in coproduzione con Philips e Sony, in un super audio CD, suonando gli strumenti conservati presso il Comune di Cremona: lo Stradivari 1715, il Guarneri del Gesù, l’Andrea Amati e la viola Gerolamo Amati.
Leonardo Colonna ha studiato con Giuseppe Russotto diplomandosi al Conservatorio “G.Nicolini” di Piacenza, perfezionandosi poi all’Accademia Chigiana con Franco Petracchi. Si è diplomato altresì in musica corale e direzione di coro con Roberto Goitre. Ha svolto principalmente attività cameristica con gruppi quali I Solisti Veneti, fin dal 1967 (formazione con la quale ha tuttora rapporti di collaborazione artistica), I Virtuosi di Roma, l’orchestra “Gasparo da Salò” di Brescia e Bergamo, I Cameristi Lombardi, Il Gruppo Ciampi di Piacenza ed altri gruppi con i quali ha effettuato incisioni discografiche, radiofoniche e televisive anche come solista. È stato primo contrabbasso dell’Orchestra della RAI di Roma, del Teatro alla Scala e spesso strumentista ospite dell’Orchestra Filarmonica della Scala. In duo con il pianista Catelli è stato premiato al Primo Festival Internazionale di Duo Strumentale nel 1970 a Forte dei Marmi. Sempre in duo con Catelli ha effettuato numerosissimi recitals in diverse città italiane. È docente di contrabbasso al Conservatorio “G.Nicolini” di Piacenza. Suona in duo da diversi anni con il violinista Marco Fornaciari (Primo violino dei Solisti Veneti), impegnato nell’esecuzione di un repertorio di musiche virtuosistiche italiane, in particolare di Paganini e Bottesini, in una serie di concerti in città italiane ed estere (Cairo, Nuova Dheli, Tokyo, Pechino eccetera). Suona un prezioso strumento di Gasparo da Salò del 1590.
Note di sala
La Sonata per viola e continuo in do minore di Luigi Boccherini viene fatta risalire generalmente alla fine del periodo lucchese del compositore e all’inizio del soggiorno parigino, che servì al compositore ad allargare i propri orizzonti musicali, conoscendo la musica ad esempio di Gossec e di Schobert, un compositore quest’ultimo che lo influenzò fortemente proprio nella musica da camera. Nei suoi tre movimenti, Moderato, Largo e Minuetto la Sonata per viola e continuo in do minore costituisce un’eccezione nella scelta dello strumento, cui aveva preferito fino ad allora l’amato violoncello o il violino dell’amico Filippo Manfredi.
Max Reger scrisse, nella sua pur breve vita (1873 – 1916) una serie piuttosto nutrita di musiche per soli archi: le quattro Sonate per violino solo op. 42 ad esempio, o le sette Sonate dell’op. 92. Le tre Suites per viola sola sono di dimensioni più contenute rispetto alle Suites per violoncello e sono tutte e tre formate da quattro brevi movimenti. Ma con loro si dà l’avvio all’esplorazione della viola come strumento solista in tutti i sensi, e non è un caso se dopo qualche anno dopo le tre Suites di Reger (che sono del 1915 e che costituiscono dunque un frutto della maturità del compositore di origine bavarese) appariranno, a partire dal 1919, le più note Sonate per viola di Paul Hindemith.
Yuri Abramovic Levitin, l’autore della Sonata per contrabbasso solo op. 58, è un autore di origine ucraina: nato nel 1912 è scomparso nel 1993 a Mosca, il suo nome è legato in particolar modo a Shostakovic, col quale studiò a suo tempo composizione al Conservatorio di Leningrado negli anni della Seconda Guerra Mondiale. Levitin è un autore molto prolifico ma anche poliedrico, visto che si è occupato sia della musica per film sia del teatro di varietà. La sua Sonata per contrabbasso solo op. 58 è stata particolarmente apprezzata a suo tempo per il notevole virtuosismo che richiede all’interprete; divisa in Moderato – Allegretto – Allegro, ha conosciuto una splendida incisione per Melodya da parte di un grande contrabbassista russo, Rodion Azarkhin, una delle glorie musicali della Russia Sovietica. Per le sue difficoltà il pezzo è da tempo inserito nella prove finali di diploma fra i pezzi per contrabbasso solo, accanto all’Omaggio a Bach di Zbinden e alla Suite in stile antico di Fryba.
Il Moderato dalla Sonata per violino solo op. 115 di Sergej Prokof’ev risale al 1947 e a un’esperienza particolare del compositore che ascoltò, durante le prove d’esame di violino al Conservatorio di Mosca, alcuni brani della terza Partita di Bach suonati all’unìsono da venti candidati. Fu questa impressione di “espansione” del contrappunto bachiano a dare a Prokof’ev l’idea di comporre una Sonata che prevedesse, ad libitum, la possibilità come nel caso odierno del violino solo, ma anche di più violini all’unìsono. Nel Moderato iniziale dal sapore barocco oggi presentato Prokof’ev usa un’ampia varietà di colpi d’arco, ampi arpeggi, ottave e accordi in una sorta di “assaggio” delle varie possibilità del violino.
I 24 Capricci per violino solo op. 1 di Niccolò Paganini, scritti dal Genovese tra il 1802 e il 1820 sono pezzi straordinariamente brillanti, dedicati a Rossini “agli artisti”. Uniscono la gradevolezza a una serie di difficoltà tecniche che ne fanno un vero e proprio monumento dell’arte del violino. Praticamente tutti i problemi tecnici legati allo strumento vi sono rappresentati, dagli arpeggi alle rapidissime scale, dai “glissando” ai suoni armonici. E questo senza far avvertire all’ascoltatore alcunché di meccanico, di artificioso. Come nel Capriccio n. 13 in la bemolle maggiore, che per il suo caratteristico effetto è conosciuto anche come “La risata”, o il Capriccio n. 14 che per il suo andamento è noto anche come “La marcia”. Come ogni appassionato sa, i Capricci paganiniani possiedono uno stile inconfondibile e immediatamente riconoscibile.
Il Duetto per violino e contrabbasso di Gioachino Rossini che conclude il programma odierno è una trascrizione di Marco Fornaciari del Duetto per violoncello e contrabbasso che il Pesarese scrisse nel 1824 a Londra e dedicò al suo amico Philip Joseph Salomon. Del manoscritto originale si persero per molto tempo le tracce e fu solamente nel 1968 che la grafia musicale di Rossini fu notata in un’asta di manoscritti musicali a Sotheby’s. E il pezzo che oggi ascolteremo fu quindi accuratamente “ripulito” dalle aggiunte e dalle varianti apportate all’epoca da Domenico Dragonetti.
Luigi Fertonani