La grande liuteria firmata Maggini
15 marzo 2007
da: Bresciaoggi, 15 Marzo 2007
di Luigi Fertonani
Si terrà a Brescia, dal 9 giugno all’8 luglio, una grande mostra di liuteria bresciana organizzata a Palazzo Martinengo grazie alla Provincia di Brescia. Un’iniziativa molto importante, che viene presentata proprio oggi a Parigi nell’ambito di «Musicora – Le rendez-vous de la musique classique», vetrina internazionale tra le più prestigiose al mondo non soltanto per il settore liutario ma per tutto il mondo della musica, che si tiene al Carrousel du Louvre, appunto a Parigi, da oggi fino a domenica 18 marzo.
La mostra bresciana viene presentata nella capitale francese da Emanuele Beschi, che come è noto è direttore artistico, insieme a Francesco Lattuada, delle Nuove Settimane di Musica Barocca, cui proprio lo scorso anno è stata riconosciuta la dignità di Festival internazionale.
Proprio con Emanuele Beschi parliamo di questa nuova e preziosa iniziativa intitolata «Gio:Paolo Maggini, Secoli di dettagli», che riguarderà ovviamente in primo luogo proprio questo grandissimo liutaio bresciano. Ma non solo, come vedremo.
Come è nata questa iniziativa?
«È stata realizzata – dice Beschi – grazie a realtà pubbliche come la Provincia di Brescia e la Regione Lombardia, che hanno creduto in questa cosa. Anzi, dobbiamo notare la particolare sensibilità della Provincia: nonostante il recentissimo avvicendamento fra Gelmini e il nuovo assessore Minini, quest’ultimo ha sostenuto immediatamente la nostra iniziativa».In che cosa consiste esattamente?
«In una mostra, corredata da cinque importanti concerti che si terranno nelle domeniche fra giugno e luglio. E saranno concerti particolari non solo per la notorietà degli interpreti, ma anche perché molto probabilmente verranno usati dai protagonisti proprio alcuni dei preziosi strumenti esposti a Palazzo Martinengo».Immagino che ci sarà un comitato di esperti di tutto rispetto, per coordinare un’iniziativa così importante…
«Certamente: l’evento sarà coordinato da Filippo Fasser, ma interverranno anche alcuni tra i maggiori esperti mondiali del settore: si tratta di studiosi famosi come Charles Beare, Eric Blot, Carlo Chiesa, John Dilworth, Ugo Ravasio, Christopher Reuning, Duane Rosengard e John Topham. Quindi anche dal punto di vista del comitato scientifico siamo veramente ai massimi livelli».Ci parli dell’esposizione nelle sale di Palazzo Martinengo. La presenza di strumenti firmati da Giovanni Paolo Maggini già basterebbe a catalizzare l’attenzione di esperti e appassionati, ma mi pare che si sarà molto altro, a Brescia.
«Credo proprio di sì: la nostra città vedrà in mostra violini, viole, violoncelli e contrabbassi che provengono dalle più importanti collezioni pubbliche e private del mondo. Abbiamo scelto alcuni dei nomi più rappresentativi in proposito, liutai come Girolamo Virchi, Pellegrino e Zanetto da Montichiari, Gasparo Bertolotti da Salò e naturalmente Giovanni Paolo Maggini, ma anche Gian Battista e Pietro Giacomo Ruggeri. E se non bastasse, le sale di Palazzo Martinengo esporranno anche strumenti costruiti da liutai che nella loro attività si sono rifatti in modo evidente alla tradizione bresciana».E che ne è dell’annosa diatriba fra Brescia e Cremona, a proposito della nascita del violino?
«Posso tranquillamente dire che fra la nostra città e Cremona ci sarà una grandissima collaborazione, anche in occasione di questa mostra: basti ricordare che, accanto a Charles Beare per la liuteria antica ed Eric Blot per la liuteria storica, nel comitato di esperti abbiamo Carlo Chiesa che notoriamente è l’”anima” della Biennale di Cremona. E inoltre occorre ricordare che Brescia può rivendicare a sé il ruolo di “Città della viola”, come Cremona lo sarebbe del violino».E alcune preziose viole suoneranno a Brescia fra giugno e luglio?
«Sì. Abbiamo messo in programma, nell’ambito di questa mostra, una rassegna concertistica intitolata proprio “Brescia, Città della Viola” con concerti che si terranno nella tarda mattinata di cinque domeniche nel cortile di Palazzo Martinengo. Inizierà il 10 giugno il violista Danilo Rossi, che imbraccerà lo strumento che fu già del compianto Dino Asciolla; nelle settimane successive si esibiranno il gruppo Brixia Musicalis, Marco Fornaciari al violino e alla viola, Leonardo Colonna al contrabbasso, il violista bresciano Luca Ranieri e infine, l’8 luglio, il Quintetto “Gio:Paolo Maggini”. Il prezzo di ognuno dei concerti sarà tra l’altro compreso nel biglietto di ingresso alla mostra di Palazzo Martinengo».