La viola Maggini esalta Luca Ranieri

da: Giornale di Brescia, 2 luglio 2007, p. 16

APPLAUDITISSIMO A PALAZZO MARTINENGO

Articolo dal Giornale di BresciaGrande successo del violista Luca Ranieri, ieri, per il penultimo concerto-aperitivo di Palazzo Martinengo nel contesto della mostra di liuteria «Giovanni Paolo Maggini: secoli di dettagli». Il musicista concittadino, prima viola nell’Orchestra sinfonica della Rai di Torino, ha proposto un récital solistico sulla preziosa viola Maggini ottenuta quest’anno in personale concessione dalla Fondazione Pro Canale di Milano. «Per me che sono bresciano – ha dichiarato Ranieri al termine delle applauditissime esecuzioni – è stato davvero emozionante suonare questo strumento in una mostra così prestigiosa».

Il concerto ha avuto luogo nella sala in cui sono esposti i contrabbassi del Maggini, dotata di acustica generosa. Di fronte a un pubblico numeroso – tutti i posti a sedere erano occupati e molta gente è rimasta in piedi – Ranieri ha affrontato un impegnativo programma con musiche per viola sola di Reger, Vieuxtemps e dell’immancabile Bach.

Nella Suite n. 1 in sol minore op. 131d di Max Reger, il «Molto sostenuto» iniziale è stato reso dal solista con efficace gioco dinamico di proposte e risposte che ha permesso di trasformare il naturale monologo dello strumento in un colloquio a più voci. Risultava a tutti evidente l’alto grado d’approfondimento tecnico ed espressivo raggiunto da Ranieri in questo e nei successivi tre movimenti della composizione, brillantemente suggellata da un incisivo moto perpetuo. L’affettuosità malinconica della viola s’è poi diffusa nel Capriccio in do minore op. 55 n. 9 di Henry Vieuxtemps. Ancora una volta, il concertista si è distinto nel cantabile appassionato, nelle improvvise intensificazioni dinamiche e nell’elegante gesto di chiusura in mormorante pizzicato.

L’omaggio a Bach ha avuto il suo momento dapprima nella «Fantasia cromatica» (priva di fuga), ingegnosamente trascritta da Zoltan Kodaly, e quindi nella celebre Sarabanda dalla Seconda Partita, magistralmente eseguita come primo bis. Gli insistenti applausi hanno indotto il musicista a replicare il Capriccio di Vieuxtemps con soddisfazione di tutti. (m. biz.)