Le Fantasie di una viola
02 Luglio 2007
Da: Bresciaoggi, 2 luglio 2007, p. 40
di Luigi Fertonani
Ieri a Palazzo Martinengo, nelle sale della mostra di liuteria
Applauditissimo concerto di Luca RanieriSono sempre di più gli appassionati che ogni domenica mattina assistono al concerto ospitato nelle sale della mostra di liuteria a Palazzo Martinengo. E ieri mattina, in occasione del recital del violista bresciano Luca Ranieri, il pubblico faticava a trovar posto in sala.
Eppure il programma non era proprio «leggero», pur nella consueta brevità che caratterizza questi speciali appuntamenti musicali. Sicuramente ha giocato la notorietà di Luca Ranieri, prima viola dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, ma anche molto altro, come ad esempio la possibilità di ascoltarlo con una splendida viola “Maggini”, quella che la Fondazione Pro Canale gli ha affidato perché ne porti in giro per il mondo lo splendido suono.
Un suono che è emerso subito, affascinante, nella «Suite in sol minore op. 131d n. 1» di Max Reger, pezzo non conosciutissimo ma che, grazie al suono potente e scuro di questo magnifico strumento antico, ha subito conquistato il pubblico anche negli improvvisi e decisi interventi accordali, nel “Molto vivace” finale contrapposto alla pensosità dell’”Andante sostenuto”. Poi un pezzo breve e soltanto apparentemente semplice, il «Capriccio in do min. op. 55 n. 9» di Henry Vieuxtemps, un brano caratterizzato da una certa grandiosità nella scelta del tema principale ma «contornato» di tutta una serie di difficoltà tecniche mai comunque fini a se stesse. Ed è significativo che Luca Ranieri abbia poi riproposto questo pezzo come bis.
La conclusione del concerto è stata straordinaria, con la trascrizione di Kodàly della «Fantasia cromatica» di Bach: non ci stancheremo mai di ricordare come questa composizione appaia sempre di una modernità quasi incredibile nei suoi infiniti passaggi, appunto cromatici, nel suo continuo variare di tonalità. In più, ieri mattina, la splendida voce della viola “Maggini” ha dato al tutto una magia particolare, perfettamente avvertita dal pubblico. Che ha applaudito Luca Ranieri a più riprese, finché non ha concesso un primo magnifico bis con la Sarabanda tratta dalla seconda Partita di Bach; non senza aver ringraziato gli organizzatori della mostra a Palazzo Martinengo per la straordinaria avventura in corso nella nostra città grazie ai capolavori della liuteria.