Musica da ascoltare e da… vedere

Da: Bresciaoggi, 1 giugno 2007
di Luigi Fertonani

Dal 9 giugno a Palazzo Martinengo una preziosissima mostra di liuteria dedicata a Maggini

Esposti una trentina di strumenti provenienti da tutto il mondo

La musica è l’arte immateriale per eccellenza: si avverte, si ascolta, si conosce e apprezza nel momento in cui è cantata o suonata, poi si dissolve… per rimanere nel ricordo oppure pronta ad essere riproposta un’altra volta, ogni volta che si vuole. Eppure per una volta la musica a Brescia non sarà solo da ascoltare ma anche da vedere: e questo avverrà grazie ad una mostra di antica e preziosa liuteria che è stata presentata ieri nelle sale di Palazzo Martinengo, patrocinata dalla Provincia di Brescia, rappresentata dal presidente Alberto Cavalli e dall’assessore Riccardo Minini.

Emanuele Beschi, che con Francesco Lattuada guida le scelte artistiche delle Nuove Settimane di Musica Barocca nelle quali rientra questa nuova iniziativa, ha presentato questa mostra dedicata a «Gio: Paolo Maggini in Brescia» e che porterà, anzi riporterà nella nostra città, dopo ben quattrocento anni, alcuni preziosissimi strumenti musicali che proprio a Brescia videro i loro natali, in primo luogo vari strumenti del Maggini, che come gli appassionati sanno nacque a Botticino.

È un’iniziativa di grande respiro, con una trentina di pezzi provenienti dai quattro angoli del mondo; una mostra che, tanto per capirci, ospita ben sette strumenti firmati da Gasparo da Salò, ben quindici da Giovanni Paolo Maggini, sei da Giovanni Battista Rogeri. Senza contare una viola di Francesco da Salò e una viola dell’ultimo Cinquecento di Pellegrino Zanetto De Micheli. Strumenti che arrivano a Brescia da collezioni private e da Fondazioni anche lontanissime dalla nostra città: chi penserebbe che alcuni degli strumenti più antichi e più belli sono ad esempio conservati nientemeno che a Taiwan dalla Fondazione “Chimei”, che presta alla mostra bresciana ben sette strumenti?

Per non parlare della Fondazione Pro Canale, una delle realtà più importanti in Italia in questo senso, e che ha affidato al violista bresciano Luca Ranieri una viola di Giovanni Paolo Maggini del 1610 circa, uno strumento che, come ha detto il liutaio bresciano Filippo Fasser, vale più o meno un milione di euro, e che ieri mattina faceva bella mostra di sé sul tavolo della conferenza stampa. E che, alla fine, ha dato un significativo saggio di sé grazie all’interpretazione dal vivo di un’Allemanda bachiana da parte di Luca Ranieri.

Sarà dunque un avvenimento molto importante questa mostra, che s’inaugurerà sabato 9 giugno a Palazzo Martinengo e che rimarrà aperta fino all’8 luglio. E’ già pronto un piccolo catalogo che riporterà le fotografie degli strumenti che saranno messi in vetrina nelle sale di Palazzo Martinengo, ma una pubblicazione più importante verrà realizzata durante il tempo della mostra: e questo perché verranno effettuate varie prove scientifiche sugli strumenti esposti, prove che potrebbero riservare sorprese e scoperte clamorose.

Luigi Fertonani

E Brescia diventa la «città della viola»

Cinque concerti collaterali, in programma la domenica mattina

L’idea è quella di rendere la mostra che si aprirà a Palazzo Martinengo «viva», di far suonare cioè da parte di artisti di notevole affidamento e notorietà alcuni dei preziosi strumenti musicali esposti. E così, nell’ambito della mostra, si terrà anche una rassegna musicale intitolata «Brescia città della viola». E in effetti molti dei pezzi proposti dai programmi di queste cinque «mattinate musicali» domenicali sono dedicati appunto alla viola.

A cominciare dal primo concerto - tutti e cinque si terranno a Palazzo Martinengo, ogni domenica mattina alle 10.45 - con Danilo Rossi e Stefano Bezziccheri che eseguiranno musiche di Brahms, Ravel e il «Grand Tango» di Piazzolla. Domenica 17 giugno sarà la volta dell’Orchestra Brixia Musicalis, complesso ospite delle Nuove Settimane di Musica Barocca, che proporrà tra gli altri anche due autori bresciani come Biagio Marini e Luigi Taglietti, oltre a grandi autori europei come Telemann, Vivaldi e Albinoni. Il 24 giugno il violinista (e violista) Marco Fornaciari e il contrabbassista Leonardo Colonna proporranno musiche che vanno da Boccherini e Rossini a Prokof’ev e Levitin, mentre Luca Ranieri il 1° luglio eseguirà musiche di Bach, Vieuxtemps e Reger. La conclusione della rassegna a Palazzo Martinengo l’8 luglio col Quintetto “Gio: Paolo Maggini” che proporrà nell’occasione musiche di Mozart.

Il biglietto d’ingresso alla mostra dà il diritto di assistere gratuitamente anche ai concerti.

l.f.

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