Omaggio all’artista Paolo Maggini

da: Giornale di Brescia, 10 giugno 2007, p. 18

DALLA MOSTRA AL CONCERTO 

Articolo dal Giornale di BresciaChi mai si sarebbe aspettato che Botticino, da sempre paese del marmo, desse i natali pure ad un personaggio diventato famoso per aver lavorato il legno? Eppure è così, visto che qui è nato Paolo Maggini, riconosciuto come uno dei maggiori liutai bresciani del Cinque e Seicento.

A lui, ed ad altri geniali artigiani che a Brescia tenevano bottega, è dedicata una mostra internazionale di liuteria dal titolo «Gio: Pietro Maggini. Secoli di dettagli», ospitata a Palazzo Martinengo, in città, inaugurata ieri, e destinata a chiudere i battenti il prossimo 8 luglio.

Ad organizzarla è stato il Festival internazionale di Musica antica Nuove settimane barocche in Brescia e provincia, per volontà e con il sostegno della Provincia di Brescia, contando tra i propri partner-sostenitori pure il Comune di Botticino. Non poteva essere altrimenti, visto che qui ha sede l’Associazione Nuove settimane barocche, la quale, da cinque anni, collabora in occasione dell’omonimo Festival.

Se in città dunque, per un mese, si potranno ammirare e sentire molti di questi stupendi e rari esemplari - principalmente viole e contrabbassi - creati dalle mani esperte del maestro, ecco che Botticino gli dedica l’ultimo dei cinque appuntamenti musicali. Sarà, infatti, presentato in anteprima venerdì 6 luglio, alle 21, nel locale Teatro Lucia, il concerto che vedrà protagonista il Quintetto Gio: Paolo Maggini, costituitosi in occasione della rassegna e destinato a proseguire la propria attività ben oltre questa occasione straordinaria. Quintetto che riunisce cinque interpreti di origine bresciana (Raffaello Negri e Caterina Demetz, violini; Francesco Lattuada ed Emanuele Beschi, viole; Marco Perini, violoncello), già impegnati sia in veste di solisti che di prime parti di prestigiose formazioni, ai quali sarà affidato un programma interamente mozartiano.

Duplice l’obiettivo; da un lato si vuole rendere doveroso omaggio a Paolo Maggini, dall’altra la promozione della produzione musicale del territorio, con riguardo specifico per la musica antica e del periodo barocco, eseguita su strumenti di origine bresciana.

m. cas.