Rossi e la viola preziosa
11 Giugno 2007
Da: Bresciaoggi, 11 giugno 2007, p. 21
di Luigi Fertonani
A Palazzo Martinengo il primo concerto legato alla mostra di liuteria
Il musicista ha imbracciato un raro «Maggini»I concerti domenicali mattutini legati alla mostra di liuteria a Palazzo Martinengo, organizzati dalle Nuove Settimane Barocche, si tengono appunto in una sala della sede espositiva: con lo sfondo di quattro grandi vetrine che ospitano antichi e straordinari contrabbassi, hanno inaugurato la rassegna ieri mattina il violista Danilo Rossi e il pianista Stefano Bezziccheri. Il primo imbracciava la celebre viola Maggini che già fu di Dino Asciolla, uno strumento affascinante e dalla voce di straordinaria bellezza, che il pubblico ha potuto ascoltare in un programma molto lontano dalla data di costruzione di questo strumento, che di anni ne ha quattrocento. Un programma che partiva dal tardo Ottocento di Brahms per arrivare nientemeno che ai giorni nostri, ad Astor Piazzolla. Di Brahms il violista Danilo Rossi e il pianista Stefano Bezziccheri hanno presentato la «Sonata op. 120 n. 2», brano bellissimo e appassionato, come del resto indica l’agogica appunto di uno dei suoi movimenti. Certo la potenza del «pianoforte brahmsiano» in una sala così raccolta è stato di forte impatto per il pubblico, ma quello che davvero contava era poter ascoltare la «voce» straordinaria della viola imbracciata da Danilo Rossi: troppe volte questo strumento è «costretto» nelle pieghe di un pezzo cameristico, magari un quartetto, ma ieri mattina ha potuto, come si dice, spiegare le ali, regalando momenti straordinari al pubblico in sala, anche nelle bellissime variazioni del movimento finale, in particolare in quella - travolgente - in tonalità minore.
Poi l’atmosfera è cambiata di colpo, perché è stata proposta la famosa «Pavane pour une infante défunte» di Maurice Ravel, e la trascrizione per viola e pianoforte è stata davvero emozionante, così spirituale, così trasparente nella sua apparente, commovente semplicità. È un brano capace di suscitare emozioni profonde e così è stato anche stavolta, grazie all’accompagnamento assolutamente cristallino del pianoforte e alla voce della viola che ha percorso i vari registri dello strumento.
E alla fine, «Le Grand Tango» di Astor Piazzolla, un’iniezione di potente sensualità, quasi drammatica; a sorpresa, verso la fine del pezzo, Danilo Rossi si è interrotto e ha voluto ringraziare Brescia per aver potuto partecipare ad un’esperienza per certi versi assolutamente irripetibile, come quella di poter suonare uno strumento musicale così straordinario, tolto per un momento dalle vetrine della mostra in corso.
E poi la travolgente conclusione del pezzo e, per bis, un brano per film scritto da Manuel De Sica.
Ma questo primo concerto dedicato a «Brescia, città della viola», non finiva qui, perché nella sala principale di Palazzo Martinengo è avvenuta la presentazione, in anteprima, di un’importantissima mostra liutaria che si terrà nel prossimo settembre a Cremona: si tratta dei «Violini del Re» di Andrea Amati, pezzi prestigiosi che arrivano da tutto il mondo e fra i quali ci sono quelli appartenuti a Carlo IX, contraddistinti dal fatto di essere non solo «firmati» da Andrea Amati, ma anche dipinti. La mostra di Cremona sarà affiancata anche da una mostra di dipinti che proveranno la corrispondenza tra le immagini riportate sugli strumenti e quelle della scuola cremonese dell’epoca.
In attesa di questo nuovo, straordinario evento, ai bresciani non resta che ammirare i meravigliosi strumenti musicali ospitati a Palazzo Martinengo.
Luigi Fertonani
Poi l’atmosfera è cambiata di colpo, perché è stata proposta la famosa «Pavane pour une infante défunte» di Maurice Ravel, e la trascrizione per viola e pianoforte è stata davvero emozionante, così spirituale, così trasparente nella sua apparente, commovente semplicità. È un brano capace di suscitare emozioni profonde e così è stato anche stavolta, grazie all’accompagnamento assolutamente cristallino del pianoforte e alla voce della viola che ha percorso i vari registri dello strumento.