Tornano a casa i gioielli della liuteria bresciana 

da: Giornale di Brescia, 9 giugno 2007, p. 35.
di Marco Bizzarrini

A Palazzo Martinengo fino all’8 luglio. Oggi un convegno, domani mattina il primo di una serie di concerti

Articolo dal Giornale di BresciaÈ piuttosto sorprendente scoprire in quali angoli del pianeta si trovino oggi gli strumenti musicali creati dall’antica liuteria bresciana. Nella remota Taiwan, per esempio, la Fondazione Chi Mei possiede due violini di Gasparo da Salò, due violini di Giovanni Paolo Maggini e una viola di Pellegrino De Micheli. È proprio grazie alla collaborazione di enti come la Chi Mei che è stato possibile realizzare a Brescia la mostra internazionale di liuteria «Giovanni Paolo Maggini: secoli di dettagli» inaugurata ieri alla presenza di un folto pubblico. Promossa dal festival Nuove Settimane Barocche e dalla Provincia con il coordinamento del liutaio Filippo Fasser, l’esposizione resterà aperta fino all’8 luglio in Palazzo Martinengo.

Trenta gli strumenti scelti per questa eccezionale mostra, sicuramente la più ambiziosa finora realizzata a Brescia nel settore della liuteria. Si tratta di strumenti ad arco - violini, viole, violoncelli e contrabbassi - usciti dalle botteghe attive nella nostra città tra il Cinquecento e l’inizio del Settecento. La parte del leone spetta al botticinese Giovanni Paolo Maggini e al suo celebre maestro, Gasparo Bertolotti da Salò, un tempo ritenuto l’inventore del violino. Ma sono del pari rappresentate anche la meno nota famiglia dei Micheli, autentica dinastia liutaria del Cinquecento, e quella più recente, d’origine bolognese, dei Rogeri.

«Molti di questi strumenti - ha ricordato il presidente della Provincia, Alberto Cavalli - hanno lasciato Brescia immediatamente dopo la loro costruzione. Ma il mondo musicale del Cinque-Seicento non era vasto come quello di oggi. Negli ultimi anni parecchi strumenti hanno preso la via dell’Estremo Oriente o degli Stati Uniti ed è emozionante ora, grazie a questa mostra di eccezionale rigore scientifico, poterli ammirare tutti insieme nella loro città d’origine». Gli enti prestatori, infatti, annoverano non solo la già ricordata Fondazione Chi Mei, ma anche la Fondazione pro Canale di Milano, la Banca centrale austriaca, le Civiche collezioni di Brescia e la Procuratoria di San Marco di Venezia, proprietaria dello spettacolare contrabbasso «Dragonetti» di Gasparo da Salò. Senza contare le collezioni private o i concertisti di tutto il mondo che suonano abitualmente alcuni di questi strumenti.

Allestita in modo elegante e funzionale, la mostra non si rivolge esclusivamente ad un pubblico di specialisti. Accanto alle vetrine contenenti gli antichi strumenti il visitatore incontra, sala dopo sala, brevi testi illustrativi, una riproduzione del centro storico cittadino con l’indicazione delle botteghe liutarie e un’utile cronologia sinottica in cui la creazione degli strumenti ad arco è affiancata ai più significativi eventi in ambito storico, economico e artistico.

C’è pure una raccolta sala d’ascolto in cui si può ammirare un video storico delle «Teche Rai» dedicato al compianto violista italiano Dino Asciolla, già proprietario di uno strumento firmato Maggini. La scelta di un omaggio ad Asciolla è perfettamente in tema con la mostra dato che proprio la viola, ancor più del violino, è la vera protagonista dell’esposizione.

Denso anche il cartellone delle manifestazioni musicali parallele coordinate da Nuove Settimane Barocche. Ogni domenica mattina, con inizio alle 10.45, Palazzo Martinengo ospiterà fino all’8 luglio una rassegna di concerti: si partirà domani con Danilo Rossi, prima viola della Scala, a cui seguiranno l’ensemble Brixia Musicalis, il duo Marco Fornaciari e Leonardo Colonna, il violista concittadino Luca Ranieri e infine il Quintetto “Gio: Paolo Maggini” costituitosi per l’occasione e comprendente al suo interno i due direttori artistici della rassegna, i violisti Emanuele Beschi e Francesco Lattuada.

Tra le manifestazioni in programma si segnala inoltre la tavola rotonda sul tema «Liuteria a Brescia fra ’500 e ’700» che avrà luogo oggi pomeriggio alle ore 15 nello spazio incontri di Palazzo Martinengo (moderatore, lo storico della liuteria Carlo Chiesa): è prevista fra l’altro la partecipazione di alcuni membri del comitato scientifico della mostra, gli stessi che cureranno i saggi del catalogo, la cui pubblicazione è attesa nelle prossime settimane (nel frattempo, una sintetica guida alla mostra sarà già disponibile in questi giorni). Domani, invece, l’Ente Triennale di Cremona, presenterà nel medesimo contesto un’anteprima dell’imminente mostra di liuteria dedicata ad Andrea Amati. 

Inizio pagina